I bambini possono presentare
nella loro storia una qualche difficoltà, più o meno grave, più o meno
transitoria. Quando valutiamo questi bambini, o quando esprimiamo un giudizio
su di loro, la nostra mente in modo sistematico e più o meno consapevole opera
dei confronti tra come il bambino è e come secondo noi dovrebbe essere. E di
conseguenza non siamo pienamente soddisfatti fino a quando non viene raggiunto quel
dato obiettivo, quel comportamento, fino a quando non cammina da solo, fino a
quando non inizia a parlare come gli altri bambini, o a scrivere come la compagnetta,
o ancora fino a quando non soddisfa i miei desideri. Fateci caso, abbiamo in testa dei nostri parametri di giudizio che si innescano nella nostra mente in automatico. E il bambino questo lo sente, anche quando le nostre parole dicono il contrario. Questo "continuo giudicare" non ci fa stare bene perché la realtà è appunto diversa da quella che desideriamo, anzi
o ancora fino a quando non soddisfa i miei desideri. Fateci caso, abbiamo in testa dei nostri parametri di giudizio che si innescano nella nostra mente in automatico. E il bambino questo lo sente, anche quando le nostre parole dicono il contrario. Questo "continuo giudicare" non ci fa stare bene perché la realtà è appunto diversa da quella che desideriamo, anzi









