Visualizzazione post con etichetta Disturbi dell'apprendimento. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Disturbi dell'apprendimento. Mostra tutti i post

A scuola non è cambiato niente.

Ci sono tante mamme che hanno capito cosa hanno i loro figli e come stanno le cose prima che glielio spieghi io. Mi ritrovo semplicemente a confermare ciò che loro hanno avuto modo già di constatare.
Spesso, la difficoltà di entrambi è come farlo capire a tutti gli altri, in particolare alle insegnanti. La mamma a scuola non viene ascoltata o viene considerata ansiosa e iperprotettiva. Oppure si deve giustificare per qualcosa di cui non è direttamente responsabile. Potremmo fare tanti esempi.   
Le insegnanti hanno tanti bambini e non possono dedicarsi a uno in particolare adattando pure la didattica. (questa è la loro principale motivazione)
Non lo so, ho qualche dubbio.
Perché hanno comunque il tempo di mettere un brutto voto per gli errori di ortografia di un bambino con disortografia, perché interrogano sulle tabelline il bambino con disacalculia, perché al bambino con difficoltà di attenzione gli dicono che non sta attento, perché se il bambino è depresso continuano a pensare ai compiti che non ha svolto, ecc…Lo so, ci sono tanti altri esempi positivi. Mi scuso per la generalizzazione.

E allora cosa fare.

C’è chi risolve cambiando scuola, avendo poi la conferma che non aveva ogni torto. C’è chi insiste a cercare il dialogo per spiegare come stanno le cose e quali sono le difficoltà del bambino.

Mi dispiace, ma a volte ci si confronta e si resta sulle proprie posizioni. Non si cambia realmente atteggiamento nei confronti del bambino, cosa che potrebbe a volte anche bastare…
   
    

   

Per capire ciò che leggi devi usare la memoria di lavoro

La memoria è una funzione che ci permette di ricordare cose passate e recenti. Ma c’è un’altra funzione collegata che è altrettanto importante e che si chiama memoria di lavoro. La memoria di lavoro è quella funzione che ci permette di trattenere a mente delle informazioni e modificarle secondo una data istruzione: se vi chiedo di ripetere 5 cifre nella stessa successione in cui le avete ascoltate (8-4-9-2-5) state facendo lavorare la memoria a breve termine, ma se vi chiedo di ripetere le cifre al contrario di come  le avete sentite, (5-2-….) state stressando la vostra “memoria di lavoro”. Se vi chiedo di segnare il mio numero di telefono state utilizzando la memoria di lavoro. E ancora, tra una serie di oggetti che vi faccio ascoltare mi dovete ripetere solo quelli che servono per mangiare. Non si tratta di ricordare e basta, ma mentre trattenete le informazioni ci lavorate su. Cosa fanno i bambini che stanno imparando a leggere?, se si trovano alle prese con la lettura di una parola di tre sillabe come “tavolo”, inizialmente leggeranno una sillaba alla volta, ta-vo-lo, e a mente, grazie alla memoria di lavoro, oltre che ricordare le sillabe appena lette le collegano, fanno cioè una sintesi sillabica, vi guardano e vi dicono con aria soddisfatta “tavolo”. Ma la memoria di lavoro

LA DIDATTICA INCLUSIVA

Oggi le sigle impazzano: BES, DSA, DSL ecc. Ma sono solo sigle o nascondono bambini e quindi alunni? Compresa la natura dei disturbi cosa devono fare gli insegnanti? Quali possono essere le aspettative dei genitori?
L’informazione corre più veloce della possibile rivisitazione del sistema scuola e a volte si ci domanda se è possibile far coesistere tanti metodi di apprendimento in una sola classe … secondo me si. Con questo non voglio dire che si devono moltiplicare le metodologie di insegnamento ma utilizzandone una che sia il più possibile utile a tutti, la didattica inclusiva.
Come fare? Come si farebbe in ogni “buona famiglia”, mi spiego con un esempio:

Non vedo computer in classe



Marco è un bambino di 8 anni che legge male dalla lavagna. L'oculista riscontra una forte miopia. Marco ora porta gli occhiali a scuola e riesce a leggere bene. Gli occhiali compensano il difetto di vista e vengono tranquillamente accettati da tutti. Non sono considerati un vantaggio per Marco. E’ normale che li indossi. Francesca ha la stessa età e anche lei fatica a leggere. A lei invece viene diagnosticata una forma lieve di dislessia.

Cosa sono i disturbi specifici?


Alcuni bambini presentano dei disturbi che vengono definiti specifici.
Per capire cosa significa il termine specifico dobbiamo prima capire cosa intendiamo per intelligenza.
L’intelligenza è la capacità di capire e di risolvere problemi, che sono diversi a seconda dell’età, di riuscire a fare ragionamenti (cosa succede se …come fai a …), di riuscire a fare inferenze, di trovare gli aspetti in comune tra oggetti (un’arancia e una palla sono entrambe di forma rotonda).

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...