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L'autismo e i neuroni specchio

Quando due persone si incontrano e iniziano a dialogare adattano il proprio comportamento in base alle risposte che ricevono e che osservano reciprocamente. Le risposte non sono solo quelle verbali, ma riguardano lo sguardo, la postura, la gestualità, il tono della voce.
La capacità di “capire” in modo automatico e immediato cosa pensa e che intenzioni ha la persona che si trova di fronte a noi dipende dall'attivazione dei neuroni specchio con cui simuliamo continuamente il comportamento osservato. Simulare significa in un certo senso provare in prima persona quello che fa e sente l'altro, ciò ci consente di dare le risposte più appropriate.

Qual è il tuo scopo?

Tutti i movimenti che compiamo hanno uno scopo, sono finalizzati a raggiungere un obiettivo e a consentirci di interagire con l’ambiente e con le persone. Ci sono movimenti uguali, che dipendono dalla contrazione degli stessi muscoli, che hanno la stessa “forma”, ma che hanno scopi diversi: posso afferrare una mela per mangiarla oppure posso prendere un bicchiere per bere.
Nei due casi compio sostanzialmente movimenti simili, ma cambia lo scopo, il contesto, la motivazione, il bisogno. Fatta questa premessa guardiamo le cose dal punto di vista del cervello.

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