L’ABA è una sigla che significa
analisi del comportamento applicata. E’ una tecnica che si utilizza per
insegnare e implementare le abilità dei bambini con autismo e non solo, e per
migliorare il loro comportamento.
La riabilitazione e la neurologia dei bambini spiegata semplicemente.
La madre che allatta e il suo bambino (Winnicott)
In occasione della settimana mondiale dedicata all'allattamento al seno riporto le parole di Winnicott tratte da una conversazione radiofonica dedicata a un primo piano di una madre che allatta.
Quando vedo in che modo delicato una madre che non sia ansiosa gestisce la situazione sono sempre preso da meraviglia. Eccola lì che mette il bambino a suo agio, predisponendo un contesto situazionale in cui l’allattamento può avvenire, se tutto va bene. La situazione è parte di una relazione umana. Se l’allattamento è al seno, vediamo che la madre lascia al bambino, anche piccolissimo, le mani libere,
Quando vedo in che modo delicato una madre che non sia ansiosa gestisce la situazione sono sempre preso da meraviglia. Eccola lì che mette il bambino a suo agio, predisponendo un contesto situazionale in cui l’allattamento può avvenire, se tutto va bene. La situazione è parte di una relazione umana. Se l’allattamento è al seno, vediamo che la madre lascia al bambino, anche piccolissimo, le mani libere,
Se lo prendi in braccio non lo vizi.
L'attaccamento è il
legame affettivo, privilegiato che si stabilisce tra il bambino e chi
si occupa di lui. Questo legame è finalizzato a far sentire sicuro e
protetto il bambino, soprattutto in alcune situazioni: quando è
stanco, quando ha fame, quando si trova ad affrontare situazioni
nuove.
Come il bambino apprende il nome delle cose.
Il bambino apprende il nome delle
cose prima di saper pronunciare le parole corrispondenti. Se chiediamo al
bambino di 1 anno dov’è la palla, lui la cerca con lo sguardo, ma ancora non
riesce a pronunciare la parola palla. Come apprende il nome delle cose? Il
luogo comune vuole che basta associare l’oggetto al nome e così per ogni cosa o
persona. In realtà la capacità che porta ad apprendere il nome degli oggetti e
non solo è molto più raffinata.
Giochiamo con le parole.
Perché parlare agli insegnanti di
scuola dell’infanzia di bambini con Disturbo Specifico di
Linguaggio (DSL)? Molte ricerche hanno messo in luce la forte
relazione tra i disturbi di linguaggio e i disturbi
dell’apprendimento della letto-scrittura. Da numerose ricerche è
stata provata una stretta relazione fra DSL e DSA (disturbi specifici
dell’apprendimento).
Circa il 60-70% dei bambini dislessici
presenta un pregresso disturbo di linguaggio. La scuola dell’infanzia
è il luogo più adatto per l’individuazione precoce di sospetti
DSL. LA DIDATTICA INCLUSIVA
Oggi le sigle impazzano: BES, DSA, DSL ecc. Ma sono solo sigle o nascondono bambini e quindi alunni? Compresa la natura dei disturbi cosa devono fare gli insegnanti? Quali possono essere le aspettative dei genitori?
L’informazione corre più veloce della possibile rivisitazione del sistema scuola e a volte si ci domanda se è possibile far coesistere tanti metodi di apprendimento in una sola classe … secondo me si. Con questo non voglio dire che si devono moltiplicare le metodologie di insegnamento ma utilizzandone una che sia il più possibile utile a tutti, la didattica inclusiva.
Come fare? Come si farebbe in ogni “buona famiglia”, mi spiego con un esempio:
L’informazione corre più veloce della possibile rivisitazione del sistema scuola e a volte si ci domanda se è possibile far coesistere tanti metodi di apprendimento in una sola classe … secondo me si. Con questo non voglio dire che si devono moltiplicare le metodologie di insegnamento ma utilizzandone una che sia il più possibile utile a tutti, la didattica inclusiva.
Come fare? Come si farebbe in ogni “buona famiglia”, mi spiego con un esempio:
La parola dello psicologo alle neomamme e ai neopapà di oggi.
Ancora oggi si pensa che lo psicologo debba occuparsi della psicopatologia, anche riguardo al periodo perinatale e alla Salute primale (termine coniato da Michel Odent per intendere il periodo che va dal concepimento, alla gravidanza, alla nascita, all’allattamento, fino al primo anno di vita). Basti pensare alla depressione post partum della donna, non si sa invece quanto lo psicologo possa operare sulla prevenzione della depressione e non solo.
Quando intervenire se il bambino parla male.
I bambini con disturbo
specifico del linguaggio sono bambini intelligenti che non parlano
correttamente. Questi bambini possono avere difficoltà a scuola ad
apprendere a leggere e scrivere. La prima difficoltà evidente
riguarda la capacità di riconoscere e scrivere le lettere
dell'alfabeto, cioè capire che la A si legge A e si scrive in un
certo modo.
Mio figlio ha due anni e si sbatte la testa
Diverse
possono essere le circostanze in cui un bambino si sbatte la testa.
In genere con questo comportamento i bambini non si fanno veramente
male, il loro scopo è un altro. Può essere semplicemente richiesta
di attenzione o può essere la risposta a una cosa che gli abbiamo
vietato. Qui sta un punto fondamentale: il bambino può arrivare a sbattere la testa perché i segnali che ci aveva inviato prima non erano stati capiti e ascoltati. Tale comportamento comunque tende a ridursi e a scomparire nel tempo,
Il tablet in pizzeria
Siamo in pizzeria e c’è tanta
gente, si chiacchiera, si ride, ci si spazientisce un po’ perché non ci hanno
portato ancora la pizza. Alcuni bambini piccoli girano per i tavoli, giocano,
gridano e corrono. Altri bambini invece hanno il loro tablet e ci giocano con
molto impegno, da soli. Loro non li senti. La scena dei bambini che giocano da soli
con il tablet (o con qualunque altro gioco elettronico) in pizzeria
Ora si sblocca
“Ora si sblocca” è un’espressione
che viene utilizzata quando un bambino piccolo ancora non parla. Con questa
espressione si intende che si può ancora aspettare senza fare niente e da un
momento all’altro il bambino inizierà a parlare. Un bambino di due anni che
ancora non parla nella maggior parte dei casi effettivamente parlerà. Il
linguaggio si apprende spontaneamente, non si insegna,
Perché calcoliamo il Q.I.
Se un bambino ha delle difficoltà di apprendimento a scuola o ha un ritardo, ad esempio del linguaggio, per capire come aiutarlo, può essere utile conoscere il suo quoziente intellettivo (Q.I.), o meglio i punti di forza e di debolezza del suo funzionamento intellettivo. Il Q.I. è un numero che si ottiene dalla somministrazione di test fatti di domande rivolte al bambino e di prove che non richiedono l'uso del linguaggio, come puzzle, disegni, costruzioni con cubi, ecc.
Alla scoperta degli oggetti
Intorno ai 4 mesi il neonato inizia ad afferrare gli oggetti. Ma come arriva a questa importante tappa dello sviluppo psicomotorio?.All'inizio il neonato ha una visione confusa delle cose, non riesce a distinguerle. E' particolarmente attratto dalle cose che hanno un forte contrasto, in questo modo scopre che gli oggetti hanno un contorno e che tutte le parti di cui è composto si muovono insieme e quindi appartengono allo stesso oggetto. Gli oggetti o figure con forte contrasto possono essere utilizzate per stimolare lo sguardo del neonato, nel caso in cui mostra qualche difficoltà in questa funzione. Ricordiamoci comunque che lo stimolo più pregnante è il volto della sua mamma e del suo papà. Il neonato diventa sempre più bravo a fissare e a inseguire con lo sguardo ciò che si muove vicino a lui. Nel frattempo, le manine si aprono e chiudono, afferra il lenzuolino, e si toglie il ciuccio. Arriva ai 4 mesi e inizia ad afferrarli, quindi inizia la fase dell’esplorazione: li tocca, li gira, li manipola, li sbatte e scopre che fanno rumore, li porta in bocca e se li gusta.
Per questi motivi gli oggetti che proponiamo devono essere liberi e non attaccati a qualcosa, come avviene ad esempio con la palestrina. Gli oggetti li passa da una mano all'altra e poi afferra anche quelli piccoli. Ma intorno all'anno avviene una scoperta importante e cioè gli oggetti continuano ad esistere anche dopo che scompaiono. Se a sei mesi l'oggetto nascosto alla sua vista non esiste più, intorno all'anno il bambino inizia a immaginarlo e a scoprire il lenzuolino sotto il quale abbiamo nascosto il suo giocattolo preferito: scopre l'oggetto nascosto. E fa continue verifiche di questa sua scoperta, potrete notare come ripetutamente fa sparire gli oggetti per poi farli ricomparire. A questo punto oltre a ricordare l'esistenza dell'oggetto inizia a immaginare e a ricordare che gli oggetti hanno una funzione: il pettine viene a portato in testa, il telefonino alle orecchie, il cucchiaio in bocca.
Queste azioni vengono svolte su se stesso e poi sul bambolotto. E successivamente emerge il gioco simbolico, cioè il bambino utilizza gli oggetti attribuendogli altre funzioni: il bastoncino può diventare un cucchiaio, una macchinina, un pettine. Nel proporre i giochi ai nostri bambini, sia a quelli con sviluppo tipico sia a quelli con ritardo, dobbiamo tenere conto di questa evoluzione del gioco.
Per questi motivi gli oggetti che proponiamo devono essere liberi e non attaccati a qualcosa, come avviene ad esempio con la palestrina. Gli oggetti li passa da una mano all'altra e poi afferra anche quelli piccoli. Ma intorno all'anno avviene una scoperta importante e cioè gli oggetti continuano ad esistere anche dopo che scompaiono. Se a sei mesi l'oggetto nascosto alla sua vista non esiste più, intorno all'anno il bambino inizia a immaginarlo e a scoprire il lenzuolino sotto il quale abbiamo nascosto il suo giocattolo preferito: scopre l'oggetto nascosto. E fa continue verifiche di questa sua scoperta, potrete notare come ripetutamente fa sparire gli oggetti per poi farli ricomparire. A questo punto oltre a ricordare l'esistenza dell'oggetto inizia a immaginare e a ricordare che gli oggetti hanno una funzione: il pettine viene a portato in testa, il telefonino alle orecchie, il cucchiaio in bocca.
Queste azioni vengono svolte su se stesso e poi sul bambolotto. E successivamente emerge il gioco simbolico, cioè il bambino utilizza gli oggetti attribuendogli altre funzioni: il bastoncino può diventare un cucchiaio, una macchinina, un pettine. Nel proporre i giochi ai nostri bambini, sia a quelli con sviluppo tipico sia a quelli con ritardo, dobbiamo tenere conto di questa evoluzione del gioco.
Quando nasce l'autismo?
Tanti anni fa si pensava che i
neonati praticamente non capissero niente. In realtà è stato dimostrato il contrario, semplicemente
con l’osservazione di ripetute video registrazioni del comportamento del
neonato. Per esempio mostrando al bimbo delle foto di volti e di oggetti, lui
preferisce guardare più a lungo i volti.
Se facciamo guardare una serie di facce felici progressivamente le
guarderà sempre meno, se mostriamo a questo punto una faccia triste ritornerà a
guardarla.
Allattamento
Per la sett.
mondiale per l'allattamento (1/ 7 ottobre 2014) è in programma a Ragusa un
convegno sulla genitorialità e sull'attaccamento. Sarà previsto l'intervento del Dott. Sergio Conti Nibali per una relazione sull'allattamento al
seno e Giuseppe Sampognaro di Siracusa , psicoterapeuta della Gestalt,
per una relazione sull'ansia infantile.
Dalla parte dei bambini e delle famiglie
Chi vive un forte dolore, una
sofferenza, ha bisogno di credere in qualcosa per andare avanti. Anche il
genitore del bimbo che ha una disabilità, intellettiva o relazionale, vive un
dolore e ha bisogno di mantenere viva la speranza. Per questo motivo è disposto
a tentare ogni cosa e a seguire qualunque proposta riabilitativa, anche quelle
sconsigliate dai medici.
ABA O TEACCH
Per molti sono solo delle sigle, per le famiglie dei bambini
con autismo sono dei trattamenti riabilitativi. L’aba e il teacch sono due tra
i trattamenti ritenuti efficaci, ce ne sono altri che sono invece ritenuti non
efficaci o addirittura dannosi. Ho visto bambini migliorare tantissimo, senza
fare un’ora di TEACCH o di ABA.
Autismo e talento
I bambini con autismo, come ogni
bambino, hanno una propria storia, unica. Alcuni bambini, una piccola
parte, ci sorprendono perché hanno dei veri e propri talenti. Il talento è qualcosa di straordinario che il bambino e la persona con autismo può presentare, a prescindere dal quoziente intellettivo. Ho
conosciuto alcuni bambini con dei talenti.
Questo è il disegno di un bambino di 6 anni, l'
elefante era il suo soggetto preferito. L'elefante in primo piano ha
decisamente una prospettiva, sembra muoversi.
Alcuni animali sono disegnati parzialmente, come se continuassero oltre la pagina.
A che età il bimbo può iniziare a usare il tablet?
Sappiamo che lo sviluppo
intellettivo del bambino dipende dai fattori genetici (le informazioni
contenute nel DNA delle cellule che guidano lo sviluppo del cervello) e dalle
esperienze che fa. Puoi approfondire qui In particolare l’acquisizione di molti concetti, utili per
lo sviluppo dell’intelligenza, dipende dalle esperienze psicomotorie. Per
esempio i concetti topologici ( come sopra-sotto dentro fuori, vicino lontano,
ecc.) vengono acquisiti grazie alle azioni che svolgiamo con oggetti concreti e
con il corpo.
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